Click on Link to download or play MP3 file Time 4m19 sBenvenuti a PAlestina Oggi, un servizio dell’ International Middle East Media Centre, www.imemc.org, per giovedi 26 Aprile 2007.

L’esercito israeliano continua gli attacchi contro i civili nella West Bank, mentre nella Striscia di Gaza si sta mettendo in atto una offensiva su scala ridotta. Vi racconteremo queste ed altre storie, rimanete con noi.

Aggiornamenti dalla Striscia di Gaza

Un rapporto delle NU divulgato giovedi riporta che Israele ha tenuto aperto il valico di Rafa per la metà del tempo programmato nei giorni dal 4 al 17 aprile. L’uffico di coordinamento per gli Affari Umanitari (OCHA), che ha diffuso il rapporto considera la corrente situazione come la migliore dall’inizio dell’anno.

Dal 25 giugno dello scorso anno, Israele ha frequentemente chiuso il valico di Rafa, oltre ad aver condotto una serie di operazioni militari per ritrovare il soldato rapito da gruppi della resistenza palestinesi, Gil’ad Shalit.

Fonti di informazione palestinese hanno riferito che mercoledi notte tardi un combattente palestinese è deceduto per le ferite riportate nel novembre del 2006. Omer Abu Shari’a, di anni 26, era stato seriamente ferito da un missile lanciato da un aereo israeliano sulla sua macchina. Abu Shari’a era considerato un attivista delle brigate di Al Aqsa, il braccio armato di Fatah.

Mercoledi notte presto alcuni veicoli militari israeliani hanno effettuato una incursione nell’area di Soufa a sud est di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza.

Un palestinese è stato ferito con colpi di arma da fuoco in un attacco israeliano a Jablalia, nella parte nord della Striscia. I soldati sono avanzati per una distanza di circa 200 metri nella zona ed hanno cominciato a sradicare alberi e distruggere i campi coltivati di proprietà di palestinesi. L’operazione militare è stata effettuato con tre carri armati e numerosi veicoli militari.

Aggiornamenti dalla West Bank

Le truppe israeliane hanno effettuato incursioni in diverse città della West Bank giovedi ed hanno arrestato circa 15 civili palestinesi. Gli arresti si sono concentrati nelle zone di Nablus, Ramalla e Betlemme.

L’esercito ha affermato che tutti gli arrestati sono pericolosi ricercati appartenenti a qualche gruppo armato, mentre nello stesso tempo fonti di informazione palestinesi hanno dichiarato che in realtà si tratterebbe solo di civili. La definizione di “Ricercati Palestinesi” non è ancora molto chiara secondo I criteri della autorità israeliana e la pratica ormai consolidata delle punizioni collettive.

Sempre giovedi l’esercito israeliano ha fermato un gruppo di pastori per alcune ore a sud della città di Nablus, nel nord della West Bank. Fonti locali riferiscono che il gruppo di pastori palestinesi stava conducendo al pascolo le pecore in una zona agricola del villaggio di Qariot. I soldati sono arrivati dal vicino insediamento di Aeli ed li hanno arrestati per qualche ora. I pastori sono stati rilasciati dopo che un gruppo di attivisti internazionali e di associazioni per i diritti umani sono intervenuti per convincere i soldati a rilasciarli.

Combattenti della resistenza palestinese hanno attaccato in due diversi episodi due veicoli israeliani nella parte centrale e nord della West Bank giovedi all’alba.
Il primo attacco ha avuto luogo a sud della città di Jenin nel nord della West Bank, dove militanti della resistenza palestinese hanno detonato una bomba artigianale vicino a delle jeep militari che stavano perlustrando la zona.

Sempre giovedi all’alba un altro gruppo di militanti palestinesi ha attaccato un veicolo dell’esercito israeliano sulla strada Atara Bierziet nella città di Ramalla. I militanti hanno inoltre lanciato tre bombe a mano verso il veicolo.

L’esercito israeliano non ha riferito di alcun ferito tra i soldati. Le brigate di Abu Ali, il braccio armato del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina ha rivendicato la responsabilità di entrambi gli attacchi. Il gruppo ha riferito in un comunicato stampa che continuerà a lottare contro l’occupazione israeliana e che rifiuta qualsiasi richiesta di tregua da parte dell’esercito

Conclusioni

Grazie per averci seguito dalla città occupata di Betlemme, avete ascoltato Palestina Oggi, un servizio dell’ International Middle East Media Center, www.imemc.org, edito da Anna Rossi e Ghassan Bannoura.