Click on Link to download or play MP3 file || 19.2MB || 21m 0sQuesta settimana in Palestina, un servizio dell’ International Middle East Media Center, www.imemc.org, per la settimana dal 17 al 23 Marzo 2007.

Continua l’embargo di fondi esteri per la Palestina nonostante il recente cambio di governo. Diversi scontri tra civili hanno causato tre morti e venti feriti nella Striscia di Gaza. Vi racconteremo queste ed altre notizie, restate con noi.

Resistenza non violenta nella west bank
Cominciamo il nostro consueto report settimanale, con la seconda conferenza sulla non violenza organizzata a Bi’lin.

Bil’in
Venerdi` scorso, nel villaggio di Bi’lin, vicino a Ramalla, si e` tenuta, come ogni settimana, una dimostrazione non-violenta, per protestare contro il muro costruito illegalmente da Israele.

Alcuni locali, affiancati da attivisti israeliani e volontari internazionali hanno marciato, fra gli slogan scritti in varie lingue e le bandiere, per manifestare il dissenso nei confronti del muro, costruito sulla terra del villaggio che ha causato la separazione dei cittadini palestinesi dalla loro unica risorsa economica, la terra.Il corteo ha raggiunto uno dei valichi del muro quando i soldati hanno reagito lanciando bombe sonore, gas lacrimogeni e proiettili di gomma verso i dimostranti.

I giovani del luogo hanno risposto lanciando pietre verso i soldati. In un agguato
i militari hanno circondato due case dichiarandole zone militari e hanno provato ad arrestare alcuni ragazzi.

Durante la manifestazione sono rimaste ferite almeno 8 persone. Anna Mari, un attivista danese ha detto ai microfoni dell’IMEMC

Altri due dimostranti, un Israeliano ed un Palestinese, sono stati arrestati, ma secondo fonti locali sono anche stati rilasciati dopo breve tempo.

Conferenza a Bil’in
Giovedi` scorso, nel villaggio di Bi’lin, si e` tenuta una conferenza sulla resistenza popolare in Palestina. L’evento e` stato organizzato dal Comitato di Resistenza Popolare contro il muro e gli insediamennti a Bil’in e in Palestina, un gruppo particolarmente attivo e presente per le sue azioni di resistenza non violenta all’occupazione in Cisgiordania.

Il meeting è stato finanziato da NOVA, un ‘associazione Catalana che promuove lo sviluppo sociale mediante la partecipazione popolare ed il dialogo interculturale, e che si impegna nel creare modelli socioeconomici alternativi alla globalizzazione, e a favorire una cultura basata sulla pace e sulla convivenza fra i popoli.

Il dibattito e` stato incentrato sulla possibilita` di creare connessioni fra i diversi attivisti presenti in Cisgiordania. Questo e` stato anche il tema di alcuni workshop svoltisi durante l’incontro. George Rishmawi, direttore de Palestinian Centre for Reapprochment Between People, e` intervenuto alla conferenza presentando gli obiettivi principali dell’IMEMC.

Moltissimi personaggi internazionali e locali hanno scritto lettere di supporto al comitato. Fra di loro anche il presidente palestinese Mahmoud Abbas, che e` stato rappresentato al congresso dal Governatore di Ramallah Sa’eed Abu Ali, ha espresso il suo appoggio nei confronti delle azioni non violente in Palestina

Luisa Morgantini, deputata al parlamento europeo, ha scritto una lettera indirizzata al villaggio di Bil’in esprimendo la sua solidarieta`. La parlamentare si e` sempre dimostrata attiva nell’organizzazione di azioni non violente durante gli ultimi 10 anni in Palestina. Nel 1995 era stata espulsa da Israele e bandita per 5 anni.

La conferenza e` terminata con l’elezione di un comitato che partecipera` al convegno internazionale previsto per il prossimo 18 di aprile a Bil’in.

Uhm Salumuna
Mercoledi` scorso, giornata internazionale per la festa della mamma e la fine delle discriminazioni razziali, alcuni palestinesi provenienti dal villaggio di Uhm Salumuna e dai villaggi vicini a Betlemme, si sono riuniti per protestare contro il muro illegale di annessione che Israele sta costruendo sulle loro terre. Donne palestinesi ed internazionali hanno marciato in prima fila al corteo in segno di solidarieta`.

I dimostranti hanno marciato dal villaggio fino al punto in cui il muro verra` costruito ed hanno tentato di fermare le ruspe. I rappresentanti locali hanno tenuto un discorso sui possibili effetti della distruzione della loro terra. La costruzione del muro infatti annettera` circa 700 dunums di terra appartenente al villaggio che di conseguenza passera` in proprieta` al vicino insediamento di Efrat. Inoltre circa 270 dunam di terra coltivata verra` distrutta.

Formato il governo di unita` nazionale palestinese, l’embargo continua
Il nuovo governo di unita` nazionale e` stato votato sabato scorso. Il parlamento si e` espresso favorevolmente con 83 voti positivi e solo 3 negativi. Il nuovo gabinetto di ministri e` composto da esponenti di Hamas e di Fatah, di altri partiti e da ministri tecnici. Saranno 25 i ministry, 13 dalla West Bank e 12 da Gaza. 46 membri del parlamento non hanno potuto presenziare alla votazione poiche` si trovano tuttora nelle carceri israeliane.

Israele ha gia`espresso la sua volonta` di non riconoscere il nuovo governo e la poca fiducia nell’aprire trattative con lo stesso.

Il quartetto internazionale per la pace in medioriente, ha deciso, mercoledi` scorso di continuare con le sanzioni economiche nonostante l’insediamento del nuovo governo, finche` questo non riconoscera` Israele, rinuncera` alla violenza e firmera` ogni trattato siglato in precedenza.

Il comitato, tuttavia, ha intenzione di continuare ad erogare aiuti alla Palestina mediante il meccanismo temporaneo internazionale TIM, per I prossimi tre mesi. Questo consiste nel versare il denaro all’autodita` palestinese destinandolo a ministri che non sono affiliati con Hamas. Gli Stati Uniti, inoltre, sono pronti a negoziare con membri del governo che non appartengono alla fazione di Hamas.

Il primo ministro israeliano Ehud Olmert ha accolto positivamente la decisione del quartetto, ma il portavoce di Abbass Nabil Abu Rudeineh ha affermato che il TIM e` insufficiente per i bisogni della popolazione ed ha chiesto l’immediata implementazione della Road Map come unica strada possibile per creare uno stato Palestinese.

Mohammad Al-Hurani, membro di F atah ha commentato la decisione del quartetto:

Nel frattempo, la Norvegia e` l’unico paese europeo che ha deciso di porre fine all’embargo politico-economico verso la Palestina. Il vice ministro degli esteri norvegese si e` incontrato col primo ministro palestinese Isamael Hanyeh per affermare la ripresa dei normali rapporti diplomatici col governo di unita` nazionale.

Anche la Francia ha invitato il ministro degli esteri palestinese Ziad Abu Amr per un incontro con il responsabile europeo per la pace in Medioriente, Miguel Morantinos e con il ministro degli esteri belga Minister Karel De Gucht.

Finalmente in vista di un summit arabo in Arabia Saudita questo mese, il Primo Ministri Isrealiano Ehud Olmert, ha annunciato che Israele farĂ  delle concessioni relativamente alla proposta di accordo di Pace del 2002, che prevedeva un ritiro totale di Israele dai territori occupati e la normalizzazione dei rapporti con lo stato israeliano.

Israele aveva rifiutato inizialamente la proposta quando questa era stata elaborate nel 2002, ed aveva cominciato un ingente operazione militare a scopo difensivo. Centinaia di Palestinesi sono stati uccisi in questa offensiva e molte infrastrutture distrutte.

Attacchi dell’esercito israeliano

West Bank
Durante questa settimana l’esercito israeliano ha ucciso due civili palestinesi; una della vittime è un bambino. Nelle prime ore del mattino di mercoledi combattenti palestinesi e truppe israeliane hanno avuto uno scontro a fuoco nel campo profughi di Askar, vicino alla città di Nablus, nel nord della West Bank, quando l’esercito ha effettuato una incursione nella zona.

Il Dr. Ghassan Hamdan responsabile del reparto emergenze dell’ospedale di Nablus Ha descritto l’incursione durante la quale Fadi Abu Keshek, di anni 24, è stato ucciso.

Lo stesso giorno poco più tardi le forze militari israeliane hanno sparato ad un minorenne nel villaggio di Aboud, a nord della città di Ramalla, uccidendolo. Il ragazzo è stato ucciso mentre alcuni giovani del luogo tiravano delle pietre contro una pattuglia militare israeliana nella zona. Fonti locali hanno identificato il ragazzo come Mohammad Salayma, di anni 17.

L’esercito israeliano ha ferito 13 palestinesi, inclusi 7 bambini questa settimana. Quattro sono stati colpiti a due checkpoint militari nella West Bank.

Domenica truppe di stanza al checkpoint di Beit Eiba, a nord ovest della cittĂ  di Nablus, hanno sparato bombe assordanti contro le persone in attesa di passare. Due civili sono stati feriti. Il secondo incidente ha avuto luogo lunedi nelle vicinanze del checkpoint di Tarqoumia vicino alla cittĂ  di Hebron, nel sud della West Bank.

L’esercito israeliano ha sparato contro dei lavoratori palestinesi ferendone due alle gambe. Un bambino palestinese invece è stato ferito dal fuoco di un tank israeliano che era diretto verso alcuni civili che stavano cercando materiale metallico in una zona industriale abbandonata nel nord della Striscia.

Sempre durante questa settimana, l’esercito della Stella di David ha effettuato circa 31 incursioni militari nella West Bank e nella Striscia di Gaza. Durante queste operazioni militari sono stati arrestati circa 63 civili palestinesi. Quindi il numero dei Palestinesi arrestati dall’esercito israeliano nella West Bank dall’inizio di quest’anno ammonta a 806.

Il Centro Palestinese per I diritti umani nota nel suo report settimanale che gli attacchi dell’esercito isrealiano prevedono sistematicamente la ditruzione di proprietĂ  e il saccheggo di abitazioni. Inoltre occasionalmnte vengono usati cani poliziotto. I residenti della abitazioni sono sistematicamente sottoposti ad abusi. Una donna palestinese è stata ferita da una cane poliziotto infatti nel villaggio di Obaidiya, vicino a Betlemme mercoledi pomeriggio. I soldati hanno liberato l’animale dopo che i bulldozer avevano parzialmente distrutto la casa di un civile palestinese chiamato Daoud Rabai’a, di anni 29, che le autoritĂ  militari israeliane sostengono essere un ricercato.
Il cane ha attaccato la sorella di Daoud, Yosra Rabai’a, e mordendola ad un braccio. Fonti mediche dell’ospedale di Beit Jalla riferiscono che Yosra ha riporato ferite significative, ma i medici sono riusciti a fermare l’emorragia di sangue.
La famiglia Rabai’a ha confermato che il figlio non si trovava in casa al momento dell’arrivo dei soldati ed ha aggiunto che ai soldati è stato detto che potevano entrare per cercare personalmente. Nonostente questo però i militari si sono rifiutati di entrare ed hanno deciso di demolire l’abitazione immediatamente. Testimoni hanno riferito ai nostri microfoni che poco dopo mezzogiorno le truppe hanno invaso il villaggio con veicoli corazzati e jeep, circondando la casa di Rabai’a’s e ordinando all’uomo di consegnarsi. Rabai’a è considarato un affiliato alle Brigate di Al-Aqsa, il braccio armato di Fatah.

Gaza strip
L’esercito israeliano ha imposto un duro assedio alla Striscia di Gaza. Tutti i passaggi di confine sono stati chiusi come forma di punizione collettiva verso tutta la popolazione palestinese residente nella zona.
L’esercito ha parzialmente riaperto I valichi commerciali, specialmente quello di al-Mentar (Karni), ma cibo e medicine continuano ad essere una merce rara nei mercati della Striscia. L’esercito continua inoltre a tenere chiuso il valico di Erez a nord della zona. Centinaia di migliaia di Palestinesi si vedono negata l’autorizzazione all’uso di questo valico. Per ora l’esercito consente solo ai lavoratori internazionali di passare da questo confine. A causa di queste chiusure solo pochissimi Palestinesi riescono a recarsi in Israele o nella West Bank per ricevere trattamenti medici.

Secondo I Palestinesi che hanno attraversato il valico l’esercito isrealiano continua ad imporre limitazioni ai movimenti come in passato. Inoltre le autorità militari impediscono la pesca nelle acque territoriali della Striscia da più di nove mesi. Solo durante questa settimana 50 pescatori palestinesi sono stati arrestati e portati nel vicino porto israeliano di Ashdod per essere interrogati Tutti eccetto due sono stati rilasciati dopo alcune ore.

Attacchi dei coloni
Lunedi notte, circa 200 coloni israeliani hanno attaccato una casa di proprietà palestinese nella città di Hebron, nel sud della West Bank, rivendicandola per loro. I coloni, tutti giovani studenti di teologia, hanno fatto irruzione nella abitazione situate nella strada principale tra la colonia di Kiryat Arba’ ed alcune costruzioni residenziali palestinesi. I coloni sostenevano che l’abitazione fosse stata legalmente comprata alcuni anni fa.

I coloni di Hebron hanno spesso attirato molta attenzione su di se nel passato per il loro estremismo religioso. Un membro del Parlamento israelano, MK Schneller, ha visitato la cittĂ  questa settimana per dimostrare loro il suo sostegno. Le fonti di informazione palestinese hanno deciso di aprire una inchiesta su quanto accaduto.

La casa è situata vicino alla strada che collega l’insediamento illegale di Kiryat Arba con la Grotta dei Patriarchi, in prossimità dalla Moschea di Abramo.Il proprietario della casa però, un civile palestinese di nome Bayiz Al Rajabi, sostiene di avere di avere tutti i documenti che provano il suo legale possesso della abitazione. Al Rajabi ha aggiunto di essere l’unico proprietario della casa e di non avere mai contattato i coloni per vendere la sua proprietà.

Circa 400 coloni, dell’insediamento di Kiryat Arba’ hanno occupato una larga parte della città storica di Hebron, abitata da circa 20.000 palestinesi. C’è sempre una massiccia e costante presenza di militari nella zona, che supera il numero stesso dei coloni. Questo non solo restringe i movimenti e la libertà dei civili palestinesi residenti, ma li priva anche del godimento dei normali diritti umani e legali.

Giovedi l’esercito israeliano ha cominciato I lavori con I bulldozer nella terra di proprietĂ  palestinese della cittĂ  di Al Thahria, a sud di Hebron. L’autoritĂ  israeliana sta pianificando l’allargamento della colonia illegale di ‘Kisara Hagai’ a spese dei contadini palestinesi locali. Gli abitanti del villaggio hanno riferito che i buldozer sono arrivati in mattinata ed hanno cominciato a livellare la terra. Inoltre hanno aggiunto che i soldati e i coloni insieme li hanno attaccati quando questi hanno cercato di fermare le ruspe e li hanno costretti ad abbandonare le loro terre. Non ci sono comunque stati feriti.
Scontri Interni
Quattro Palestinesi sono stati uccisi durante scontri interni a Gaza questa settimana, compresi due bambini. Dodici persone sono state ferite durante gli scontri. Sabato, nella città di Rafa, alcuni uomini armati a volto coperto hanno sequestrato Mohammad Abu Shammala, di anni 40. L’uomo è un membro della cosiddetta “Forza 17”, la guardia presidenziale. Fonti locali però riferiscono che il rapimento andrebbe inserito nel contesto di faide tra famiglie rivali.

Sabato una bambina di otto anni, Shaza Abu Mohsin è stata colpita a morte da fuoco incrociato durante una sparatoria a Rafa, nel sud della Striscia. Due donne e un uomo sono stati invece feriti da proiettili vaganti. A nord di Rafa, nella città di Khan Younis, due uomini sono stati feriti durante scontri da le famiglie rivali di Almasry e Abu Taha.
Nella West Bank uomini armati a volto coperto hanno sequestrato Il giudice della corte della città di Jenin, Bassam Hijawi. L’uomo è stato rilasciato dopo trattative relative ad un caso pendente di fronte alla corte.
Una misteriosa esplosione lunedi nel campo profughi di Al-Shati, a ovest della città di Gaza, ha lasciato sul campo un civile palestinese morto e sette feriti. L’uomo è stato identificato come Ala Al-Hassi di anni venticinque. L’uomo è deceduto a causa di una bomba lanciata dentro la sua abitazione. Sempre lunedì uomini sconosiuti hanno sparato, ferendolo, ad un poliziotto a Deir Al Balah nel centro di Gaza.

Mercoledì un civile è stato ucciso e altri undici feriti durante scoontri scoppiati a Beit Lahia nel nord di Gaza. Fonti d’informazione hanno idfentificato l’uomo come Ramez Serour. Testimoni riferiscono che gli scontri sono scoppiati quando membri di Hamas si sono lanciati all’inseguimento di Samih Almadhoun, un leader locale di Fatah.
Sempre mercoledì uomini sconosciuti hanno aperto il fuoco contro una postazione della forza di sicurezza palestinese nella città di Khan Younis, nel sud della Striscia. Due membri della sicurezza, Ahmad Alyazouri e Abdelaziz Awad, sono stati feriti, ed una terza persona ha perso conoscenza per lo shock. Nessuna fazione ha rivendicato la responsabilità per l’attentato.

Giovedi mattina Sameer Othmaan è stato ucciso nella Striscia di Gaza. Fonti mediche hanno riferito che l’uomo è arrivato già morto all’ospedale. Fonti di sicurezza palestinesi hanno riferito che Othmaan è stato ucciso in seguito a scontri armati tra la sua familgia, affiliata al movimento di Fatah, e le forze esecutive affiliate al movimento di Hamas.
Un bambino palestinese è stato ucciso giovedi notte in rinnovati scontri tra Fatah e Hamas nella Striscia. Si riportano anche furti ed attacchi a proprietà pubbliche e private nella Striscia.
Fonti mediche palestinesi riferiscono che Hasan Abu Nada, di anni 2, è stato ucciso da fuoco incrociatro durante scontri tra Fatah e Hamas, e che una donna è stata ferita. Numerosi altri civili sono stati feriti in diverse parti della Striscia di Gaza. Fonti di sicurezza palestinesi hanno riferito che il bambino si trovava nella casa dei genitori, vicino alla abitazione di Sameeh Al Madhoun, uno dei leader delle Brigate di Al-Aqsa, il braccio armato del movimetno di Fatah. La nonna sessantenne del bambino è stata invece ferita negli scontri.
Il reporter della BBC rimane ancora nelle mani dei sequestratori
Giovedi giornalisti palestinesi hanno manifestato nella cittĂ  di Ramalla, nella West Bank, per protestare contro il rapimento del giornalista della BBC Allan Johnston, avvenuto nella Striscia di Gaza la settimana scorsa.

Alcuni funzionari della Autorità Palestinese erano presenti alla manifestazione che è partita da piazza Al-Manarah ed è terminata di fronte agli edifici presidenziali, durante la quale i manifestanti hanno chiesto l’immediata liberazione del giornalista.

Ahmad Abdul Rahman, un alto ufficiale della Autorità Palestinese e consigliere del presidente Mahmoud Abbas, ha dichiarato durante la Marcia che il presidente sta facendo tutto quanto è in suo potere per ottenere l’immediata liberazione di Johnston. Egli ha aggiunto che ci sono segnali positivi riguardo al caso di Johnston, sostenendo che la famiglia di Johnston e la BBC hanno dichiarato che il caso si risolverà entro breve.
Abdul Rahman ha affermato che il rapimento del giornalista inglese è un insulto per tutta la popolazione palestinese ed è contrario alle tradizioni ed alla morale Palestinese. Egli ha ringraziato i giornalisti che ha descritto come una finestra per il popolo palestinese, attraverso la quale il mondo può vedere cosa succede in Palestina a seguito della occupazione israeliana.

Johnston, che ha vissuto nella Striscia di Gaza per circa tre anni è stato sequestrato il 12 marzo da uomini a volto coperto. Tutte le fazioni combattenti palestinesi hanno condannato il rapimento del giornalista ed hanno fatto un appello chiedendo ai suoi rapitori un immediato rilascio.
Conclusioni
Queste sono solo alcuni degli avvenimenti di questa settimana in Palestina. Per aggiornamenti costanti visitate il nostro sito www.imemc.org. Grazie per averci seguito dalla citta` occupata di Betlemme, questo e` tutto da Anna Rossi, Monica Bitto e Ghassan Bannoura.

Facebooktwitterredditpinterestlinkedintumblrmail