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Questa settimana in Palestina,un servizio dell’ International Middle East Media Center, www.IMEMC.org, per la settimana dal 12 al 18 maggio 2007.

Mentre i palestinesi si preparavano a commemorare il 59 anniversario della Nakba, scontri interni nella Striscia di Gaza hanno provocato decine di morti e l’esercito israeliano ha effettuato diverse incursioni aeree uccidendo 17 persone. Vi racconteremo queste ed altre storie, rimanete con noi.

Resistenza non violenta nella West Bank

Cominciamo il nostro report settimanale con le azioni di protesta non violenta contro il muro in Palestina, ed in particolare nella West Bank, a Betlemme e Ramalla.

Stop the bleeding of Bethlehem Campaign Continues
Circa 60 persone, tra Palestinesi e internazionali si sono ritrovati a Betlemme venerdì per commemorare il 59 anniversario della Nakba, e per protestare contro la costruzzione del muro di separazione sulle terre palestinesi. Dopo una serie di discorsi ufficiali e la pregiera del venerdì, I dimostranti si sono preparati per marciare verso il villaggio di Um Salumona, ma sono stati bloccati da soldati israeliani un completo assetto da combattimento. Tra i due gruppi è scoppiata una semi-rissa quando i soldati hanno picchiato e spintonato diversi dimostranti nel tentativo di spingerli indietro.

Alcuni manifestanti sono rimasti feriti e portati via. Due ativisti israeliani sono stati arrestati e poi rilasciati dopo alcune ore. I dimostranti hanno quindi deciso di cambiare percorso ed andare dalla parte opposta verso il sito di costruzione del muro sulle terre del villaggio. Li hanno rimosso le pompe e parti delle ondamenta del muro in costruzione.

Quando i soldati sono arrivati I dimostranti hanno marciato verso di loro costringendoli ad arretrare. I dimostranti si sono allora seduti per terra in un sit in pacifico dorante il quale Mahmoud Zawahra, membro del comitato popolare contro il muro e gli insediamenti che aveva organizzato la dimostrazione, parlasse con I soldati dicendo loro che invece che trovarsi li come occupanti avrebbero dovuto essere a casa con le loro famiglie, aggiungendo che avrebbero dovuto vergognarsi di essere parte di quei pochi eserciti di occupanti ancora esistenti sulla terra nel 21esimo secolo.

Quando gli abbiamo chiesto se ci sono in programma altre manifestazioni nei prossimi mesi, Husam Jubran, uno dei pochi esperti palestinesi di tecniche di azione non violenta, ha riferito ai nostril microfoni che il comitato di Betlemme ha iniziato questa campagna chiamata “Stop the Bleeding of Bethlehem” che ha lo scopo di mobilitare quante più persone possibili nella zona di Betlemme per azioni di resistenza non violenta contro il muro, le colonie, i checkpoint e tutte le altre forme di occupazione israeliana..

Artas
Mercoledi mattina circa 30 attivisti pacifisti tra Palestinesi, internazionali ed Israeliani insieme con alcuni contadini palestinesi hanno cercato di fermare I bulldozer dal distruggere la terra appartenete al villaggio di Artas, a sud di Betlemme. Gli attivisti hano deciso di recarsi al villaggio dopo aver ricevuto la notizia dell’arrivo dei bulldozer sulle terre.

L’esercito israeliano sta già scavando nella zona in modo da preparare le fondamenta per il muro. Le truppe hanno comunque impedito ai dimostranti di avvicinarsi ai buldozer sostenendo che l’area ora è una zona militare. Quando gli è stato chiesto di mostrare i documenti attestanti lo status dell’area però non hanno fornito alcuna prova di quanto sostenevano.

Giovedì gli attivisti sono tornati sul luogo ed hanno deciso di montare delle tende per rimanere durante la notte a controllare che I bulldozer non proseguissero nel loro lavoro.

Bilin
Nel villaggio di Bil’in invece attivisti palestinesi ed internazionali hanno marciato dopo la preghiera del venerdi verso il cancello posto sulla barriera difensiva dove sorgerà il muro. Anche due membri del parlamento palestinese si sono uniti alla consueta dimostrazione che questo venerdì era dedicata alla commemorazione della Nakba.

Vari discorsi ufficiali hanno ricordato il diritto dei profughi scappati durante la Guerra del 48 a tornare nella loro terra di origine secondo quanto sancito dalla risoluzione delle NU numero 194.

I dimostranti hanno anche sventolato bandiere palestinesi e portavano con loro cartelloni e striscioni per chiedere la fine degli scontri interni tra le fazioni di Hamas e Fatah, chiedendo alle due fazioni di deporre le armi stabilendo un vero cessate il fuoco e di fare un passo indietro per cercare di accordarsi.

I soldati durante la dimostrazione hanno sparato gas lacrimogeni, proiettili di gomma ed hanno utilizzato l’idrante contro la folla. Circa otto persone sono rimaste ferite tra cui due donne ed un giornalista. Alcuni altri giornalisti sono stati lievemente intossicati dalle inalazioni dei gas.

Un campo di grano è andato completamente a fuoco dopo che lacuni gas lacrimogeni lanciati dai militari vi sono caduti. Il comitato popolare del villaggio ha affermato che la responsabilità dell’incendio è da attribuirsi all’esercito israeliano.

Hebron
Decine di cittadini palestinesi si sono riversati per le strade della città vecchia di Hebron giovedi pomeriggio, per chiedere al’esercito israeliano di rimuovere I blocci stradali che impediscono l’accesso ai PAlestinesi ad alcune zone della città. L’esercito infatti ha installato una rete di torrette di controllo e blocci stradali nella città vecchia di Hebron, che è diventata una colonia israeliana quando i coloni insieme all’esercito hanno costretto la popolazione locale ad andarsene dalle loro case occupandole poi con le proprie famiglie.

La comunità locale ha quindi deciso di protestare scendendo in strada e recandosi appunto ad uno dei blocchi installat dall’esercito. I dimostranti hano cantato slogan contro l’apartheid e contro l’occupazione mostrando cartelloni con la scritta “ non c’è pace con le colonie”.

Sempre ad Hebron un altra manifestazione ha avuto luogo mercoledì vicino ad un altro blocco stradale, ma in questa occasione cinque attivisti per I diritti umani israeliani sono stati arrestati e diversi palestinesi sono stati feriti. La dimostrazione ha avuto luogo a sud della città.

Dopo poco infatti I soldati sono arrivati ed hanno attaccato I dimostranti con bastoni sfollagente e manganelli ferendo parecchi palestinesi. Secondo fonti di informazione locali cinque attivisti israeliani sono stati arrestati mentre tre palestinesi sono stati feriti dopo essere stati aggrediti dai soldati che li hanno malmenati brutalmente.

I Palestinesi commemorano il 59 anniversario della Nakba

La Nakba, che significa Catastrofe in italiano, è il giorno di commemorazione di quel periodo storico in cui la popolazione ebraica ha cominciato ad attaccare I villaggi e le città palestinesi per scacciare la popolazione araba che vi abitava in modo da costruire uno stato ebraico sulle terre di quella che si può chiamare la Palestina Storica. Esattamente la Nakba è il giorno della catastrofe avvenuta nel 1948 con la auto-proclamazione dello Stato di Israele.

Per la prima volta da quell’anno però scontri interni nella Striscia di Gaza hano impedito alla popolazione li residente di commemorare l’evento. Così gli abitanti della West Bank hanno quest’anno commemoratoi una dippia Nakba, la doppia catasctrofe della occupazione e degli scontgri fratricidi nella zona costiera.

I diversi blocci parlamentari palestinesi si sono incontrati nella città di Ramalla ad hanno convenuto che il popolo palestinese vivrà appunto un’altra NAkba se gli scontri interni non finiranno una volta per tutte. Khaled Al-Seifi, residente nel campo profughi di Deishe, a Betlemme ha dichiarato ai nostri microfoni:

‘Gli scontri interni sono un altro brutto colpo nella questione del diritto al ritorno per i profughi palestinesi. Avremmo voluto che questo anniversario ci avesse trovato in un momento di unitĂ , e non di scontro fratricida”.

Secondo l’agenzia delle NU UNRWA ci sono circa 4.2 milioni di profughi palestinesi distribuiti tra la West Bank, la Striscia di Gaza, la Siria , la Giordania e il Libano. La risoluzione ONU numero 194 del 1949 stabilisce infatti il diritto inviolabile al ritorno per I profughi oppure una compensazione per I beni perduti.

Ricominciano gli scontri interni nella Striscia di Gaza

Il presidente della Autorità Palestinese Mahmoud Abbas ha deciso di cancella re il suo viagio organizzato per Gaza che avrebbe dovuto svolgersi giovedì. Il viaggio doveva avere lo scopo di preparare il terreno per un possible cessate il fuoco tra le fazioni di Fatah e Hamas.

Gli sforzi del presidente palestinesi arrivano come ultimo tentativo di cercare una soluzione agli sdcontri feroci che stanno sconvolgendo la zona, che hanno provocato circa 36 morti e un centinaio di feriti solo negli ultimi sei giorni.

Abbas doveva infatti incontrarsi con il Primo ministro palestinese Ismail Haniyeh per trovaren il modo di fermare lo spargimento dim sangue nella regione. Nonostante il cessate il fuoco che si era concordato mercoledì, testimoni oculari riferiscono che per le strade della città di Gaza ancora si vedeno parecchi uomini armati, e circa cinqie persone sono state uccise dopo la stipulazione dello stesso.

Venerdì scontri armati si sono verificati vicino alla Università Islamica di Gaza, generalmente frequentata da simpatizzanti di Hamas, ma il portavoce delle guardie presidenziali ha negato che ci sia stato qualsiasi attacco diretto all’ univesità.

Il Primo Ministro Ismail Haniya di Hamas ha fatto un appello venerdi chiedendo ad entrambe le fazioni di fermarsi e di dirigere le loro energie per lottare contro l’occupazione israeliana. Fonti vicine al presidente Abbas hanno dichiarato che il presidente ha cancellato un viaggio in Giordania dove avrebbe dovuto incontrare il re Abdullah II per discutere l’iniziativa di Pace proposta dai paesi arabi alla luce delle violanze che stanno devastando la Striscia di Gaza.

Il re giordano ha ammonito i palestinesi mercoledi per ciò che sta avvenendo a Gaza, sostenendo che questro potrebbe distruggere ogni tentativo di pace nella regione e chiedendo alle parti coinvolte di risolvere le loro problematiche con il dialogo e non con il linguaggio delle armi.

Il consigliere di Haniye, Ahmad Yousef, ha dichiarato che l’accordo raggiunto alla Mecca per un governo di unita` nazionale, a febbraio deve essere rielaborato al fine di obbligare le parti a rispettare i patti stabilitie percio` un secondo meeting alla mecca dovrebbe tenersi in assenza dei leader delle forze di sicurezza.

I membri del parlamento a Ramalla hanno chiesto le dimissioni dei responsabili della sicurezza I quali non hanno dimostato assolutamente di collaborare per ristabilire l’ordine a Gaza.

Il ministro degli Interni Palestinese, Hani Al-Qawasmi si e` dimesso all’inizio di questa settimana, a causa del comportamento sia di Hamas che di Fatah, poiche` entrambi non hanno manifestato la volonta` di attuare il piano di sicurezza di 100 giorni.

Intervistato dall’IMEMC, durante la crisi dovuta alle incomprensioni con i leader dei corpi di sicurezza, Al Qawasmi ha dichiarato

‘L’ho detto anche` prima che gli ostacoli non dipendono solo dalle forze di sicurezza’

Alcune fazioni politiche palestinesi hanno chiesto la proclamazione dello stato di emergenza nei territori occupati palestinesi nella speranza di contenere la situazione esplosa a Gaza.

Al telefono, Ibraim Abrashm, un analista politico di Gaza e professore in Scienze politiche, si e espresso con toni allarmanti per questa situazione:

‘cio` che sta accadendo e` solo il preambolo di una nuova fase, che credo che sara` veramente pericolosa. Queste lotte intestine rappresentano il chiaro messaggio che I palestinesi non sono in grado di autogovernarsi. L’alternativa diventa percio` l’istituione di un nuovo protettorato nei territori”

Gli scontri interni si sono moltiplicati nelle ultime 24 ore, dopo che israele ha ripreso il lancio di missili con l’obiettivo di colpire palazzo appartenenti ad Hamas, a Gaza city e al sud di Rafah. Nell’ultimo raid aereo sono state uccise 14 persone e ferrite altre 70 almeno. Giovedi, l’esercito israeliano ha minacciato un futuro attacco su larga scala aGaza.

Per la prima volta, dopo sei mesi di relativa tregua, i carri armati israeliani si sono spinti parecchie miglia all’interno della regione di Gaza, nella zona nord.

Negli ultimi giorni, dozzine di razzi artigianali, sono stati sparati da gruppi di resistenza armata palestinesi verso le citta` israeliane vicine al confine.

Alcuni osservatori locali sostengono che questa offensive contro israele da parte di Hamas sia stata pensata per diffondere tensione e violenza a Gaza in modo tale da spingere le diverse parti ad una lotta armata congiunta contro israele.

Il leader di Hamas in esilio, Khaled Mash’al ha ironicamente commentato gli attacchi israeliani a Gaza, dicendo: questi missili sono un dono di Dio, per convincere i palestinesi a terminare la loro guerriglia civile ed a puntare le armi contro Israele piuttosto

Continuano gli scontri civili fra i membri di Hamas e quelli di Fatah che stanno danneggiando la fragile stabilita` del governo di unita` nazionale palestinese istituito a marzo. Da allora, le vittime degli scontri intestini sono state circa 400.

I media arabi hanno accennato un possible futuro spiegamento di forze da parte dei paesi arabi nella striscia di Gaza, col proposito di restaurare una tregua ed interrompere questo crescendo di violenza..

Il presidente egiziano Husni Mubarak, ha espresso il suo profondo rammarico rispetto alla situazione in corso in Palestina, in particolare da quando Hamas ha preso il potere nei territori. L’Egitto ha di recente sciolto un associazione gemellata con Hamas ‘la fratellanza islamica’, che aveva una rappresentanza nel parlamento egiziano.

Dal marzo 2006, I territori palestinesi sono stati oggetto di un pesante embargo economico che ha causato l’incremento della poverta` nel paese. L’85% della popolazione vive infatti sotto la soglia di poverta` ed il tasso di disoccupazione e` al 70%.

Il quartetto internazionale per la promozione della pace in Medio Oriente ( costituito dalle Nazioni unite, gli Stati uniti, l’Unione Europea e la Russia) continua a chiedere al governo israeliano, composto da esponenti Hamas e di Fatah, di riconoscere Israele, rinunciare alla violenza ed accettare i trattati di pace siglati in precedenza.

Gli Attacchi Israeliani

Aggiornamenti dalla West Bank

Questa settimana, l’esercito israeliano ha condotto circa 26 operazioni militari nella West Bank. Durante le incursioni militari sono rimasti uccisi un bambino e cinque uomini e sono stati arrestati 41 palestinesi, inclusi 7 minorenni.

Il numero di palestinesi sequestrati dall’esercito israeliano in Cisgiordania dall’inizio dell’anno ammonta a 1164.

A Betlemme, questa settimana, le forze israeliane hanno demolito una casa appartenente ai familiari di un miliziano della resistenza palestinese
Secondo fonti palestinesi, questo venerdi`, un bambino e` morto nell`ospedale di Beit Jala, dopo che i soldati israeliani gli avevano sparato la notte precedente.

L’esercito israeliano ha fatto irruzione nelle case del villaggio di Beit Fajar, a sud di Betlemme. Durante l’attacco, i soldati hanno aperto il fuoco verso un gruppo di bambini che giocavano di fronte alle loro case ferendo Ziad Takatka di 18 anni. Il ragazzo e` stato trasportato in ospedale, ma le ferite riportate erano troppo gravi ed e` morto poche ore dopo.
Un gruppo di coloni israeliani ha aggredito alcuni contadini palestinesi ad est della citta` di Hebron, questo martedi` pomeriggio. Secondo le agenzie locali, circa 20 coloni armati di bastoni e fucili hanno aggredito I contadini mentre lavoravano la loro terra. Due donne sono rimaste ferite in seguito all’aggressione.

I guerriglieri della resistenza palestinese hanno attaccato alcuni mezzi corazzati dell’esercito israeliano a Nablus e Jenin questa settimana, con bombe artigianali e pietre. Piu` tardi un altro gruppo di miliziani ha attaccato una postazione militare nei pressi della citta` di Ramalla. In entrambi gli attacchi non c’e` stato alcun ferito.

La Striscia di Gaza

L’esercito israeliano continua con gli attacchi missilistici nella striscia di Gaza. Le vittime di questa settimana ammontano a 17, mentre i feriti sono almeno 50.

Cinque I palestinesi uccisi venerdi`mattina da un attacco aereo che ha colpito diverse zone di Gaza. Secondo quanto attestano fonti locali, I jet israeliani avevano come obiettivo un gruppo di uomini riunitosi nel quartiere di Al Zaiton, ad est di Gaza. Secondo un sito web di Hamas, il Palestineinfo, coloro che sono rimasti uccisi appartenevano alle brigate di Al Qassam, il braccio armato di Hamas.

Il ministero della salute palestinese a Gaza ha riferito che tra i morti c’erano Ahmad Siam di 23 anni, Ahmad Saleh di 24 Hatem Al Jabareen e Waleed Al Hijen entrambi di 25 anni.
I dottori hanno anche raccontato che diverse persone sono rimaste mutilate o ustionate gravemente. Moltissimi I feriti, cinque dei quali versano in condizioni critiche.

Fonti mediche palestinesi hanno annunciato che un’altro attacco aereo, avvenuto ad est di Gaza ha causato 4 morti e 8 feriti. Delle 4 vittime tre sono state identificate coi nomi di Mohammad Saleh Joha, Ahmad Saleh Siyam e Ahmad Roshdy Siyam.

Sempre di Giovedi`, le forze militari israeliane hanno lanciato missili nella zona di Al Shujaeyya ad est di Gaza. L’agenzia WAFA ha riportato che alcuni missili hanno colpito il centro di riabilitazione Dar Al Wafa, che ha subito gravi danni alle infrastrutture.

Moltissime case, nell’area di Al Atatra, ad ovest di Beit Lahia, nella parte nord della striscia di Gaza, sono state bombardate nella notte di giovedi` . Un uomo e`stato ricoverato, in seguito all’attacco.

La risposta di Hamas e dei guerriglieri palestinesi e` stata il lancio di missili artigianali verso obiettivi israeliani nel Neghev e nella vicina cittadina di Sderot. Fonti israeliane riportano che durante gli attacchi sono stati danneggiati alcuni edific, fra I quali anche una sinagoga e ci sono stati due feriti non gravi, questo giovedi` sera.

Mercoledi` mattina, degli aerei da Guerra israeliani hanno sorvolato un edificio appartenente alle forze esecutive del ministero degli interni palestinese, uccidendo sette agenti e ferendo 30 fra civili e guardie.

Fonti mediche hanno confermato la morte di tre uomini ed il ferimento di altri 30 durante un massiccio attacco aereo che ha colpito un edificio a Rafah.
Una delle vittime e` Najeh Abu Sakher. Altri quattro morti sono stati annunciati in seguito.

Lo stesso giorno, piu` tardi un altro attacco aereo ha ucciso un membro di hamas e ne ha feriti altri tre. Fonti mediche riportano che Later on Wednesday, Rami aL-Zaqzouq era gia` morto quando e` arrivato all’ospedale di Kamal Edwan a Beit Lahiya. Un membro di Hamas, rimasto anonimo ha raccontato il fatto: l’uomo sarebbe stato ucciso durante l’esplosione del missile che ha bombardato il quartier generale delle forze esecutive di sicurezza appartenenti ad Hamas nella citta` di Rafah.

I militanti armati della resistenza palestinese hanno lanciato diversi missili artigianali Qassam verso la citta` israeliana di Sderot nella notte fra martedi` e mercoledi`, ferendo Quattro israeliani che si trovano in questo momento ricoverati in ospedale in condizioni critiche.

Piu` tardi, sempre mercoledi` mattina, i guerriglieri palestinesi hanno lanciato ancora missili verso la citta` colpendo diversi edifice, ma nonostante cio` senza causare alcun ferito. Uno dei missili e` caduto vicino all`abbitazione del ministro della difesa israeliano Amir Peretz. Fonti palestinesi aggiungono ch la casa del funzionario di stato e` stata lievemente danneggiata. Le brigate di Al Qassam hanno rivendicato l’attacco.

Questa domenica alcuni guerriglieri della resistenza palestinese appartenenti alla Jihad Islamica sono riusciti a sfuggire ad un agguato dell’esercito israeliano, a Beit Hanoun. L’attacco aereo ha causato solo il ferimento del conducente della jeep che trasportava gli uomini, ma non c’e` stata nessuna vittima.

Conclusioni
Questi sono solo alcuni dei fatti avvenuti questa settimana in Palestina. Per ulteriori e costanti aggiornamenti visitate il nostro sito web. www. Imemc.org Grazie per averci seguito dalla citta` occupata di Betlemme. Avete ascoltato Questa settimana in Palestina, edito da Anna Rossi, Monica Bitto e Ghassan Bannoura.

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