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Palestina oggi, un servizio dell’international middle East Media Centre, www.imemc.org , per giovedì 15 febbraio 2007

Continuano gli scavi nei pressi della Moschea di Al Aqsa. L’esercito israeliano ha arrestato sei palestinesi nella parte nord della Cisgiordania. Vi racconteremo queste ed altre storie. Rimanete con noi.

Aggiornamenti da Gerusalemme

Il dipartimento dei beni culturali israeliano, che ha dato il via ai lavori di demolizione nella città vecchia di Gerusalemme, di fronte alla moschea di Al Aqsa, la settimana scorsa, ha installato un sistema di webcam di fronte agli scavi. La gente, da ogni parte del mondo potrà , visitando il sito del ministero dei beni culturali israeliano, vedere le riprese degli scavi che hanno suscitato le critiche della comunità internazionale.

Israele afferma lo scopo dei lavori è di restaurare il ponte di Al Mugrabi. Secondo gli ufficiali israeliani l’entrata aveva bisogno di essere risanata in quanto era stata danneggiata nel 2004 da una tempesta. Fonti arabe invece sostengono che il ponte abbia ceduto a causa di alcuni lavori precedentemente fatti dagli israeliani nella zona.

I leader del mondo islamico e le associazioni internazionali per i diritti umani sostengono che i lavori, e le macchine utilizzate in essi, potrebbero danneggiare le fondamenta dell’antica Moschea, che è considerata il terzo luogo più importante per
l’islam. Molti altri gruppi ritengono, inoltre, che Israele stia usando i lavori di restauro come pretesto per portare avanti un piano che prevede la “Giudeizzazione” della città vecchia di Gerusalemme.

Il progetto per la costruzione di un ponte ad Al Mugrabi era stato sospeso per riassestamenti all’inizio di questa settimana. Tuttavia gli scavi procedono. I media Israeliani sostengono che i lavori di demolizione non sono legati in alcun modo all’edificazione del nuovo ponte, anche se questa era stata la prima motivazione data dalle autorità israeliane per legittimare l’arrivo dei bulldozer nel quartiere mussulmano.

Aggiornamenti dalla Cisgiordania

Continuano le incursioni nella West Bank. Giovedi in mattinata l’esercito israeliano si è introdotto nella città di Nablus e nel vicino campo profughi di Beit Ein Al Maie, aggredendo i residenti e arrestando 5 civili.

I soldati, a bordo di alcuni veicoli militari hanno invaso la città ed il campo profughi, conducendo perquisizioni a tappeto. Le famiglie presenti affermano di essere state forzate ad abbandonare la propria abitazione.

Fonti palestinesi riferiscono che una massiccia forza israeliana ha invaso il villaggio di Qabatiya, a sud della citta` di Jenin, e ha arrestato un giovane del posto giovedi.

I soldati hanno aperto il fuoco e utilizzato bombe sonore contro le abitazioni del villaggio ed hanno effettuato perquisizioni a tappeto prima di prelevare Samier Nazal, di anni 19. Non si registrano feriti e non si conosce il luogo di detenzione dove e` stato portato il giovane.

Governo di Unita` Nazionale

Nabil Abu Rodaina portavoce del Presidente dell`Autorita` palestinese ha dichiarato oggi che l`attuazione dell`accordo sul governo di unita` nazionale tra Hamas e Fatah e` vincolato a tre condizioni imposte da Hamas, prima delle dimissioni del governo di Haniye.

Abu Rodaina ha affermato che il discorso del presidente Abbas diretto al paese e` stato posticipato per permettere al Primo Ministro Haniye di chiarire tutte le specifiche dell`accordo prima della sua implementazione

Abu Rodaina ha affermato pero` che cio` che ora e` assolutamente necessario e` il pieno rispetto degli accordi della Mecca senza l`imposizione di alcuna condizione.

Il membro del parlamento di Hamas, Yehya Mousa, ha affermato giovedi che e` troppo presto per il governo per rassegnare le dimissioni, specificando che ci sono molti aspetti ancora da chiarire, comprese le decisioni governative che sono state bloccate e la nomina di un ministro degli interni indipendente da parte di Hamas.

Maher Meqdad, portavoce di Fatah, ha replicato che l`accordo sul governo di unita` nazionale concordato alla Mecca, e` abbastanza chiaro e che qualsiasi altra questione relativa al PLO puo` essere discussa in seguito senza bisogno di fare altri accordi intemedi.

Hamas ha chiesto che tutte le risoluzioni prese dal suo governo incluse quelle riguardanti i ministri dell’Autorità Palestinese e l’istaurazione delle forze esecutive, vengano riconosciute dal Presidente Abbas, come unica condizione per la formazione del governo di unità nazionale,

Il presidente palestinese ha lasciato Ramalla martedi per incontrarsi con il Primo Ministro Haniye a Gaza in modo da chiarire le diverse posizioni che potrebbero eventualmente bloccare l`attuazione dell`accordo della Mecca.

Conclusioni

Grazie per averci seguito dalla citta` occupata di Betlemme. Avete ascoltato Palestina Oggi un servizio dell` International Middle East Media Center, www.imemc.org, edito da Anna Rossi, Monica Bitto e Ghassan Bannoura.

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